Allarme smog: Torino con la puzza sotto al naso



Da sempre Torino ha avuto problemi con lo smog, dovuti al fatto che essa sia situata nell'aria più industrializzata d'Italia e tra le più industrializzate d'Europa; inoltre la Pianura Padana è caratterizzata da una conformazione morfologica che rende difficoltosa la dispersione delle sostante inquinanti.
Negli ultimi tempi, il capoluogo della regione Piemonte ha raggiunto dei picchi di inquinamento molto elevati, spesso infatti si supera la soglia massima di 50 microgrammi di PM10 per metro cubo di aria per molti giorni consecutivi. 
Misure antismog attuate

Oltre all'ormai noto blocco delle auto le città della Pianura Padana hanno deciso di applicare una nuova misura antismog: il semaforo, la cui funzione è quella di individuare e gestire l'accumulo di inquinanti dell'atmosfera.
il funzionamento di questo è articolato in questo modo:
- un primo livello arancione, che si attiva dopo 4 giorni di superamento consecutivi del limite di 50 microgrammi per metro cubo della concentrazione di polveri sottili; esso prevede anche il blocco di Euro 4 diesel dalle 8.30 alle 18.30 e di Euro 3 diesel a uso commerciale fino alle 12.30.
- un secondo livello rosso, che si attiva dopo 10 giorni di superamento consecutivi di tale limite; esso comprende anche la limitazione dell’utilizzo delle autovetture private di classe emissiva Euro 4 diesel nella fascia oraria 8.30-18.30 e per i veicoli commerciali Euro 3 diesel nella fascia oraria 8.30-18.30 ed Euro 4 diesel nella fascia oraria 8.30-12.30.
I giorni per la verifica sono fissi, il lunedì e il giovedì, e il rientro può avvenire dopo due giorni consecutivi misurati al di sotto del valore limite di 50 microgrammi per metro cubo, oppure in caso in cui la concentrazione del giorno precedente il giorno di controllo sia misurata al di sotto dei 50 µg/m3 e le previsioni meteorologiche e di qualità dell’aria prevedano per il giorno in corso e quello successivo condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti.
Oltre a queste misure ve ne sono altre che limitano l’utilizzo della biomassa per riscaldamento, vietano qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto, limitano la temperatura media delle abitazioni private e degli esercizi commerciali a 19°, con tolleranza di 2° C, e vietano lo spandimento di liquami zootecnici.


Maglie nere dello smog

Il rapporto "Mal'aria" di Legambiente segnala che 24 centri urbani hanno già superato il limite di PM10 giornaliero e che la maglia nera viene data a Torino con i suoi 66 giorni di superamento di PM10; lo seguono Cremona con 58 giorni, Padova con 53 giorni, Frosinone con 52 giorni e Milano con 50 giorni.
Legambiente denuncia che i primi ritardi nel fronteggiare il problema delle polveri sottili, arrivano proprio dalle Regioni del nord che ogni anno sono le prime «vittime» dell’emergenza polveri sottili.  
                                                   
                                                                                  Sonia Parrone & Claudia Frisano

Vista del Lungo Po annebbiato dall'inquinamento

Vista del Lungo Po libero dai gas inquinanti


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